Tutti gli strumenti del sito in una pagina, più una mini-guida per leggere il cedolino: imponibili, trattenute, detrazioni e conguagli.
I calcoli seguono il TUIR (detrazioni art. 13, tassazione separata art. 19), la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025: nuova aliquota 33%, cuneo strutturale), le circolari INPS n. 4 e n. 6 del 2026 (massimali NASpI, soglie contributive, aliquote Gestione Separata) e i coefficienti ISTAT/FOI per la rivalutazione del TFR. Dove le aliquote variano sul territorio (addizionali regionali e comunali) usiamo valori medi modificabili nei calcolatori.
Tre blocchi: la parte alta con i dati del rapporto (qualifica, livello, CCNL, paga base e superminimi); il corpo con le voci del mese (retribuzione, straordinari, malattia, ferie godute); la parte bassa con le trattenute (INPS, IRPEF, addizionali), i bonus e il netto. In fondo compaiono anche TFR accantonato e ferie/permessi residui.
L’imponibile previdenziale è la base su cui si calcolano i contributi INPS (in pratica la retribuzione lorda del mese). L’imponibile fiscale è il lordo meno i contributi a carico del lavoratore: su questo si calcola l’IRPEF. È il motivo per cui l’IRPEF non si applica su tutta la RAL.
A dicembre (o alla cessazione) il datore ricalcola imposte e detrazioni sull’intero anno effettivo: se durante l’anno ha trattenuto troppo, restituisce la differenza in busta; se ha trattenuto poco, la recupera. Per questo la busta di dicembre è spesso diversa dalle altre anche a parità di lavoro.
Sì: scaglioni IRPEF 23–33–43% (L. 199/2025), taglio del cuneo fiscale strutturale, massimali NASpI da Circolare INPS 4/2026, soglie contributive da Circolare 6/2026 e coefficiente TFR definitivo 2025. Ogni pagina indica le fonti normative usate.