IRPEF 23–33–43% (L. 199/2025) · aliquote INPS e NASpI aggiornateAggiornato 2026

Ritenuta d’acconto 20%: dal lordo al netto

Il calcolo per le prestazioni occasionali: ritenuta del 20%, netto da incassare, calcolo inverso per la ricevuta, marca da bollo e soglia INPS dei 5.000 €.

20%ritenuta sul compenso lordo
÷ 0,80dal netto al lordo (inverso)
2 €bollo sopra 77,47 €
5.000 €soglia contributi Gestione Separata
Il calcolo inverso serve per scrivere la ricevuta partendo dal netto concordato.
risultato
Nota: il risultato è una stima basata sulla normativa 2026 e su addizionali regionali e comunali medie. La busta paga reale dipende da CCNL, scatti, superminimi, welfare, detrazioni per familiari a carico e conguagli di fine anno. Questo strumento non sostituisce la consulenza di un consulente del lavoro o di un CAF.

Lordo, ritenuta e netto: la tabella rapida

Compenso lordoRitenuta 20%Netto incassatoBollo 2 €
50 €10 €40 €no
100 €20 €80 €
200 €40 €160 €
500 €100 €400 €
1.000 €200 €800 €
1.500 €300 €1.200 €
2.000 €400 €1.600 €
3.000 €600 €2.400 €
5.000 €1.000 €4.000 €

Come funziona la prestazione occasionale

  1. Accordo sul compenso Prestatore e committente concordano l’importo, specificando se lordo o netto. Nessuna partita IVA se l’attività è saltuaria e non organizzata.
  2. Ricevuta con ritenuta Il prestatore emette ricevuta indicando lordo, ritenuta 20% e netto; sopra 77,47 € netti si applica la marca da bollo da 2 €. La ritenuta si applica solo se il committente è un sostituto d’imposta (azienda o professionista, non un privato).
  3. Versamento e certificazione Il committente versa la ritenuta con F24 entro il 16 del mese successivo e a marzo rilascia la Certificazione Unica dei compensi.
  4. Dichiarazione Il prestatore riporta il compenso tra i redditi diversi e scala la ritenuta già subita dalle imposte dovute.
Soglia dei 5.000 €: superata questa cifra complessiva nell’anno, sulla parte eccedente si versano i contributi alla Gestione Separata INPS (2/3 a carico del committente, 1/3 del prestatore). E se le prestazioni diventano abituali, la strada corretta è la partita IVA — con regole e costi completamente diversi.

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Domande frequenti

Come si calcola la ritenuta d’acconto del 20%?

Sul compenso lordo pattuito si trattiene il 20%: con 1.000 € lordi la ritenuta è 200 € e il netto incassato 800 €. Il committente versa la ritenuta all’Erario con F24 (codice 1040) entro il 16 del mese successivo, come acconto delle imposte del prestatore.

Come faccio il calcolo inverso, dal netto al lordo?

Si divide il netto per 0,80: per incassare 800 € netti serve una ricevuta da 1.000 € lordi. Attenzione a concordare sempre se il compenso pattuito è lordo o netto: la differenza è del 25% sul lordo.

Quando serve la marca da bollo da 2 €?

Sulle ricevute di prestazione occasionale con importo superiore a 77,47 € va applicata una marca da bollo da 2 €. Per prassi è a carico del prestatore, ma le parti possono accordarsi diversamente; senza bollo la ricevuta è irregolare.

C’è un limite ai compensi occasionali?

Non esiste un tetto ai compensi, ma oltre 5.000 € lordi l’anno (sommando tutti i committenti) scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e il versamento dei contributi (aliquota 2026: 33,72% per chi non ha altra copertura, 24% per pensionati e già assicurati) sulla parte eccedente. Va inoltre valutata l’abitualità: se l’attività è continuativa serve la partita IVA.

Devo dichiarare i compensi con ritenuta d’acconto?

Sì: sono redditi diversi (art. 67 TUIR) da riportare in dichiarazione. La ritenuta del 20% è solo un acconto: se la tua aliquota effettiva è più alta pagherai la differenza, se è più bassa (o non raggiungi il minimo imponibile) la recuperi come credito.