Il calcolo per le prestazioni occasionali: ritenuta del 20%, netto da incassare, calcolo inverso per la ricevuta, marca da bollo e soglia INPS dei 5.000 €.
| Compenso lordo | Ritenuta 20% | Netto incassato | Bollo 2 € |
|---|---|---|---|
| 50 € | 10 € | 40 € | no |
| 100 € | 20 € | 80 € | sì |
| 200 € | 40 € | 160 € | sì |
| 500 € | 100 € | 400 € | sì |
| 1.000 € | 200 € | 800 € | sì |
| 1.500 € | 300 € | 1.200 € | sì |
| 2.000 € | 400 € | 1.600 € | sì |
| 3.000 € | 600 € | 2.400 € | sì |
| 5.000 € | 1.000 € | 4.000 € | sì |
Sul compenso lordo pattuito si trattiene il 20%: con 1.000 € lordi la ritenuta è 200 € e il netto incassato 800 €. Il committente versa la ritenuta all’Erario con F24 (codice 1040) entro il 16 del mese successivo, come acconto delle imposte del prestatore.
Si divide il netto per 0,80: per incassare 800 € netti serve una ricevuta da 1.000 € lordi. Attenzione a concordare sempre se il compenso pattuito è lordo o netto: la differenza è del 25% sul lordo.
Sulle ricevute di prestazione occasionale con importo superiore a 77,47 € va applicata una marca da bollo da 2 €. Per prassi è a carico del prestatore, ma le parti possono accordarsi diversamente; senza bollo la ricevuta è irregolare.
Non esiste un tetto ai compensi, ma oltre 5.000 € lordi l’anno (sommando tutti i committenti) scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e il versamento dei contributi (aliquota 2026: 33,72% per chi non ha altra copertura, 24% per pensionati e già assicurati) sulla parte eccedente. Va inoltre valutata l’abitualità: se l’attività è continuativa serve la partita IVA.
Sì: sono redditi diversi (art. 67 TUIR) da riportare in dichiarazione. La ritenuta del 20% è solo un acconto: se la tua aliquota effettiva è più alta pagherai la differenza, se è più bassa (o non raggiungi il minimo imponibile) la recuperi come credito.